Perchè cambiare?

Premessa

Nell’articolo precedente ho discusso, con linee generali, l’importanza della respirazione e di avere sulla merce che ogni giorno compriamo un’etichetta trasparente che sia la Carta d’Identità del prodotto (cibo, vestiario, oggettistica, etc.), soprattutto nell’ambito alimentare. Non sappiamo quasi nulla sui prodotti che acquistiamo ogni giorno.

Perchè respirazione e etichetta trasparente?

Per una questione di pulizia e etica. Senza l’aria non potremmo sopravvivere che per qualche secondo o minuto, è un fattore assoluto per noi esseri umani. Ma come è l’aria che respiriamo? Non buona. E quanto consuma il nostro cervello? Il 20% dell’ossigeno di cui ha bisogno il corpo. Il 20% lo consuma solo il cervello. Quindi, c’è da ossigenarlo bene. Per ossigenarlo bene abbiamo bisogno di aria pulita, che non c’è, e di cibi di qualità, soprattutto verdure verdi, frutta e cereali integrali (che portano ossigeno al cervello), che, se ci sono, ne mangiamo poco o sono di pessima qualità (a parte qualche buona anima di produttore/fornitore, di cui ho anche specificato il nome nell’articolo precedente). Con un cervello sano possiamo ragionare con più lucidità; per capire l’importanza odierna, l’emergenza di avere una Carta d’Identità del prodotto, dobbiamo ragionare sulle cose che tutti i giorni compriamo senza sapere alcunchè di tali prodotti, se non frivole informazioni, oltretutto spesso ingannevoli o poco chiare. Per dare un’idea che quello di cui sto parlando non è solo fumo e fantasia, ho trascritto una relazione della Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti), che da anni lavora al servizio della qualità dei prodotti e degli agricoltori. Respirare bene per poter far funzionare al meglio il nostro cervello, senza dimenticare che anche l’intestino ne gode, e non solo lui tra gli organi. Sangue, reni, cellule etc. Capire. 20%. Questa era la premessa. Premessa che vale anche per questo articolo.

Oltre la premessa: che cosa sta facendo l’umanità sulla Terra? Quale ruolo sta interpretando?

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Poi ognuno ci vede quel che vuole in queste foto, e chi è più ossigenato magari riesce a fare dei collegamenti, delle sovrapposizioni; però, non voglio chiedere troppo. In fondo, sono solo immagini, a volte persino ingannevoli.

Dimentichiamo facilmente la storia. La dimentichiamo perchè non viene insegnata bene, e di questo chiedo scusa agli insegnanti, non vorrei offendere qualcuno; bisogna ammettere,però, che c’è qualcosa di sbagliato in quello che ci viene insegnato a scuola sulla Storia. Vediamo quali sono le principali cause della nostra dimenticanza storica e relativa ignoranza a riguardo.

– La storia è scritta dai vincitori. Bene o male qui siamo un pò tutti d’accordo, e chi non è d’accordo ha anche le sue ragioni. Però, anticipo che fino a 50 anni fa il tasso di analfabetizzazione era molto elevato nella popolazione mondiale, e anche oggi non è che sia così migliorato come vogliono farci credere. Quindi, chi scriveva la storia? Fate funzionare bene il vostro cervello, la risposta è molto semplice. Non l’hanno scritta di certo i contadini. Non cadete nella tentazione di pensare agli Intellettuali, gli intellettuali della Storia spesso sono dei falsi miti. Però, senza complicarci troppo il ragionamento, come risposta mi va bene anche gli Intellettuali.

– Questione zucchero bianco. Brutta idea ora avventurarmi in questa critica. La questione è più scientifica che puramente morale o storica, anche se di storico, poi, ha molto, ma la digressione sarebbe troppo estesa e vorrei tenerla per un altro articolo tutto dedicato al nostro caro amico Zucchero Bianco. Che bella parola, vero? Zucchero … Bianco. Una moda esplosa da quell’onda francese del biancomangiare, ma che con lo zucchero ha radici ben più remote. Pensate che, così ho letto in un libro, nei diari trovati nel 1573, un botanico tedesco, Leonhard Rauwolf, scrive: “Li Mori e li Turchi taglian un pezzo di zucchero dopo l’altro e così li masticano e trangugiano continuamente, anche per la strada, senza alcuna vergogna. . . Gli è così che s’abituano alla ghiottoneria e non son più gl’intrepidi guerrieri del tempo che fu […] I Turchi si rammolliscono coi vizi di gola e non son più liberi nè coraggiosi contro il nemico, come erano in passato≫. E, infatti, non lo sono più stati. Lo zucchero ha un’influenza notevole e disastrosa sul nostro corpo, e di conseguenza sul cervello. Lo zucchero, senza fare troppi giri, distrugge la memoria. Tenetelo a mente e ragionate, adesso, sulle quantità di zucchero che ogni giorno ingurgitate, a volte senza nemmeno saperlo (certi cibi contengono zucchero anche se non è specificato in etichetta, come la pasta, il pane etc.). Qui la questione è tenersi informati o credere e non credere. Vedete voi.

– Questione informazione. La Tv e internet. Hanno fatto un pò di confusione, un pò per motivi propagandistici e un pò perchè sul web può scrivere chiunque, io stesso sono solo un semplice diplomato che ha fatto diverse esperienze e ha letto qualche libro scientifico, ma formalmente sono solo un coglione come un altro, mettiamola così. Quindi: situazione storica ribaltata, un tempo (e nemmeno troppo lontano) c’erano gli scribi e qualche intellettuale (contando che i ricchi erano circa il 2% della popolazione, e più o meno è così anche in questi tempi) che sapevano scrivere, e scrivevano in latino, greco etc., la popolazione contadina, la popolazione vera, quella con le sue casette di paglia o quant’altro, non conosceva nemmeno queste lingue, c’erano dialetti, immaginate un’esplosione di idiomi differenti, tanto differenti che spesso facevano fatica a capirsi tra un villaggio e l’altro, e oggi persino un dodicenne con copia e incolla può far sembrare la sua insufficienza in italiano, un lavoro da encomio. Quanto può valere un’informazione televisiva e un’informazione dal web oggi? Io dico: poco.

– Ci sono molte altre motivazioni, a partire dalle scuole e dalle istituzioni, dalla nuova Cultura capitalista di questi 2 secoli e mezzo, e così via…. La Storia dovrebbe insegnarci a non commettere gli stessi errori del passato, dovrebbe farci da monito, essere un faro nella notte per farci ritrovare la via di casa che abbiamo smarrito. Se conosciamo solo una parte della storia, come può esserci di aiuto? Non ci è di aiuto, infatti siamo pieni di false convinzioni in merito a come si viveva un tempo, chi sono gli eroi e quali gli uomini e le donne che hanno lavorato e vissuto con onestà. Fate attenzione.

Perchè cambiare?

Non sentite anche voi dentro il vostro petto, ad ogni battito del vostro cuore, quella sensazione di solitudine e smarrimento di fronte alla sconfinata ignoranza di chi siamo? Un pò di solitudine … o un pò di vertigine … mai provato?

Cambiare. Cambiare per capire, per conoscere se stessi e ciò che l’umanità sta facendo in questo mondo. Se siamo umanità, se siamo terrestri, dovremmo sentire dentro il nostro petto la volontà di pretendere giustizia di fronte a un mondo tanto subdolo. Avete visto quelle foto, sopra? Bambini con in mano armi di morte. Persone deportate e città inquinate da far paura … città non molto lontane, come Roma, Milano, Napoli, etc. Il problema non è solo che abbiamo dimenticato la storia, le tradizioni vere dei nostri avi (non la tradizione del pomodoro o della mozzarella che queste sì che sono bufale storiche per portare avanti un business. Non esiste la tradizione del pomodoro, del sugo e della mozzarella, sono invenzioni del nostro recentissimo tempo, 100, 200 anni al massimo), ma abbiamo perduto la percezione di cosa sia reale e irreale, di cosa sia la giustizia e di cosa sia l’arroganza, di cosa è giusto e … di cosa è sbagliato. Cambiare, quindi, per ritrovare i reali valori della vita, ciò che è assoluto, come respirare dell’aria buona, per poter ossigenare bene il nostro corpo, la nostra mente; cambiare e pretendere la trasparenza in quello che compriamo, perchè molto spesso dietro un paio di scarpe c’è violenza e sfruttamento, perchè, magari, per avere le materie prime per la costruzione di una catena di nuovi modelli di un cellulare c’è una guerra in corso. Perchè, magari … a qualcuno serve acqua, cibo, vestiti e case. Noi abbiamo tutto, un miliardo di persone sfrutta e spreca quello che, distribuito in modo equo, può sostenere benissimo 7 miliardi di persone. Le nostre azioni hanno un valore, sono un voto reale, che conta più di un referendum, e che decidono ogni giorno, con gli andamenti della domanda e dell’offerta, come deve andare il mondo, le guerre da fare e le risorse da sfruttare. Questo è reale. Questa è la società moderna che stiamo portando avanti.

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Cambiare è semplice. All’inizio è più lento, poi è tutto un divenire. Cambiare è una questione molto pratica e nel lungo periodo anche economica. Diamo energia alle cose giuste. Diamo energia a chi sui propri prodotti scrive in trasparenza che cosa sono e cosa c’è dentro. Boicottiamo certi fast food o multinazionali. E’ semplice: basta votare per qualche altro prodotto, prodotti più chiari, trasparenti. Non solo biologici, perchè anche in questo campo purtroppo ci sono parecchi furti e falsi. Ma prima di cercare e chiedere, domandatevi se volete abbracciare questo cambiamento. Domandatevi se la realtà che vivete vi è chiara o vivete in una bolla in cui state comodi e dalla quale non volete uscire. Sapete, è comoda quella bolla, si ha l’illusione di stare bene, che tutto vada bene, e che siamo al sicuro. La storia, però, ci dice che se andiamo avanti così, nessuno sarà più al sicuro. Non sentite l’orologio ticchettare verso una fine inesorabile di questo sistema capitalista? Tutti noi siamo capitalisti, lo sapevate?

Accumula, accumula, spendi e spendi. Niente è reale e niente dura. Abbiamo venduto l’anima al capitalismo.

Iniziamo a darci delle risposte. Quando la risposta sarà “Sì, voglio cambiare”, un Sì sincero, che viene dallo stomaco, dal cuore, non solo per ragionamento, ma dalle viscere del proprio Io, allora le risposte arriveranno. Un conto è avere un’informazione e un altro conto è comprendere quella informazione. Siamo tutti pieni di informazioni, ma nessuno si muove, nessuno fa, nessuno cambia, lo sappiamo e basta, ci facciamo belli con le tipe o gli amici solo perchè sappiamo quanta acqua si consuma per produrre 1 kg di carne o quanti alberi al giorno stanno sparendo in Amazzonia. E una volta che sapete queste informazione, che avete fatto? Nulla. Allora, l’informazione ce l’hanno tutti, la comprensione dell’informazione … pochi.

Respirate bene, adesso. 20%. Possiamo farcela.

Continua ….

liberalismo

Etichetta Trasparente

Nel 2013, il rapporto della Coldiretti (Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti) diceva: “Il volume d’affari complessivo dell’agromafia è salito a circa 14 miliardi di euro nel 2013, con un aumento record del 12% rispetto a due anni fa, in netta controtendenza rispetto alla fase recessiva del Paese perché la criminalità organizzata trova terreno fertile proprio nel tessuto economico indebolito dalla crisi”. Inoltre, sul sito della Coldiretti si legge: “In occasione del bilancio fatto dalla Guardia di Finanza sui sequestri nel 2013 che hanno consentito di togliere dal mercato  oltre 130 milioni di prodotti recanti falsa indicazione d’origine o pericolosi per la salute, con una crescita superiore al 25% rispetto al 2012”

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